All posts by Alessandro Cardulli

Osceno e disgusto in tv. A Piazza Pulita, Sgarbi scatenato offende Vauro, “sei comunista, sei un criminale, orgoglioso dei criminali”. No, questa non è libertà dell’informazione. È solo violenza. Il silenzio del conduttore

L’osceno in televisione sembra diventato il leit motiv dei talk show. Se non c’è rissa tra gli ospiti la trasmissione non vale. All’osceno si aggiunge il disgusto, dopo aver assistito a Piazza pulita, La7, conduttore Corrado Formigli, ospite d’onore Vittorio Sgarbi, protagonista di una volgare sceneggiata, un attacco inaudito per i toni e le offese,nei

Cgil, Cisl, Uil al presidente Gentiloni: “le intese sulle pensioni vanno rispettate. Incontriamoci a ottobre”. Undici punti da definire subito. Ghiselli (Cgil): ancora da risolvere i nodi più importanti, c’è bisogno di uno scatto

Risale al 28 settembre del 2016 un “verbale di sintesi”, formula che  si usa a conclusione di incontri fra governo e sindacati in cui si concordano i problemi da affrontare e si indicano soluzioni. Un “verbale” molto importante, con impegni chiari. Al tavolo del confronto aperto il 26 maggio siedono per i sindacati i segretari

Cgil e Fisac. Oltre le crisi bancarie. Camusso: “irrisolto il nodo crediti per gli investimenti” e al ministro: “il sentiero stretto, frase che non doveva dire”. Megale: “Lavoratori valore aggiunto”. Patuelli: “Fondamentali le parti sociali”. Padoan: “Sistema bancario di qualità”

Un convegno importante quello promosso dalla Cgil e dalla Fisac, l’organizzazione confederale dei lavoratori delle banche. Il tema “Buona Finanza, oltre le crisi bancarie. Crescita, uguaglianza, lavoro”, ha un doppio valore. Si tratta di problemi all’ordine del giorno, nel bene e nel male, centrali nell’agenda di politica economica. I salvataggi delle banche, a partire dal

Gianna Fracassi (Cgil). Il valore nazionale delle “giornate” di Lecce. Si è tornati a discutere in piazza su Mezzogiorno, lavoro e coesione sociale. Straordinaria partecipazione di popolo. Il silenzio dei media: “forse hanno bucato la notizia”

Ci eravamo sentiti con Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, qualche giorno prima dell’Assemblea generale della Cgil che si è svolta a Lecce seguita, sempre nella città pugliese, dalle “tre giornate” per il Mezzogiorno, il lavoro, la coesione nazionale. Ci aveva detto che l’obiettivo della Assemblea era quello del  “coinvolgimento il più ampio possibile dei

Cgil. Per il Mezzogiorno, per il lavoro. Una giornata intensa, scoppiettante, conclude la “Tre giorni”. Appello per l’approvazione del codice antimafia. Il richiamo a Pio La Torre. I media innescano il silenziatore. Vergogna

Una  giornata intensa, scoppiettante, piena di eventi chiude la “tre giorni” della Cgil a Lecce. Si parte dal Mezzogiorno per delineare un grande progetto nazionale, una programma di iniziative, di lotte per il lavoro, l’uguaglianza, la coesione sociale. Tre giornate, precedute da una quarta nel corso della quale si è svolta l’Assemblea generale della Confederazione.

Cgil a tutto campo. Lavoro a partire dal Sud, un utile promemoria per il governo che però non ascolta. Pensioni: se l’esecutivo non risponde si passa alla mobilitazione. Il fallimento dei bonus. Giovani, solo lavoro precario

Un promemoria per il governo che ha bisogno come l’aria per respirare di recuperare consenso e fiducia, perduti in questi anni di  renzismo, un fallimento  dopo l’altro per quanto riguarda le politiche economiche e sociali. Lo sta consegnando la Cgil con l’assemblea generale che ha aperto, a Lecce, la “Tre giorni” per il lavoro, a

Cgil: a Lecce aperta la “tre giorni” per il Mezzogiorno. Quattro azioni per l’occupazione , lo sviluppo del Sud, la crescita e la coesione sociale del Paese. Le forze di governo sempre più lontane dai problemi reali della gente

Sono due mondi diversi che non si incrociano, non si contattano. Quello della politica-politichese, vedi le forze di governo che stanno preparando  l’aggiornamento del documento di economia e finanza e poi il Bilancio dello stato,  con il presidente Gentiloni, i ministri, che rilasciano interviste a ruota libera, evitano perfino di discutere con Articolo 1-Mdp che

Leggi elettorali, qualcosa si muove. L’avvocato Besostri, battaglie vinte su Italicum e Porcellum, annuncia ricorso alla Consulta per armonizzare voto Camere. De Petris: al Senato chiedo di presentare al governo una risoluzione sulla questione

Eppur si muove. Queste parole, l’abbia pronunciate o no Galileo Galilei di fronte all’Inquisizione, rendono bene quanto sta avvenendo rispetto alla legge elettorale impantanata in una disputa infinita fra le forze politiche, stiracchiata da una parte e dell’altra, che rischia di mandare al voto gli elettori con due leggi, una valida per la Camera e

Juncker, ottimista, al Parlamento Ue. “Il vento è tornato nelle vele. Costruiamo un’Europa più forte e democratica”. Migranti, solo parole. Sindacati europei: “Discorso poco sociale”. Tissone (Silp Cgil): Cia Europea? Inapplicabile, inutile

Diciamo la verità, non ce la facciamo proprio a far parte del coro pieno di elogi con cui le forze politiche, in particolare Popolari europei e Partito socialista e democratico europeo, hanno accolto il discorso del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo riunito in pompa magna a Strasburgo.

Istat, come al solito, dà una mano al governo e trilla. L’occupazione cresce, ma è quasi tutta precaria. Il fallimento del jobs act. I giovani i primi a pagare, da inattivi a disoccupati. La ripresa, quella vera, non è a portata di mano

Attendevamo con ansia il rapporto Istat sul mercato del lavoro nel secondo trimestre. Insieme, eravamo certi che Gentiloni, Padoan, Poletti accompagnati da un coro fragoroso di viceministri, leggi Teresa Bellanova, dirigenti del Pd, Ernesto Carbone, responsabile sviluppo Pd, parlamentari semplici, avrebbero esultato. Ogni volta che l’Istat annuncia numeri relativi all’occupazione, tutti quelli che  governano, anche

Sicilia, scandalo al sole. Con l’accordo Renzi-Alfano scompare la parola. Ombre oscure sul futuro politico dell’Italia. Berlusconi e Grillo se la godono. I sondaggi fanno volare i loro candidati nell’Isola. A sinistra non c’è più tempo da perdere

Non è vero come dice Renzi Matteo che il voto siciliano non ha valore nazionale. È una bugia dettata da una tremenda paura, quasi una certezza si potrebbe dire, da parte del segretario del Pd di subire una nuova sconfitta. È nel corso della sua gestione, dei suoi mille giorni di governo e poi della

Alfano si fa vanto per l’alleanza con Renzi. La Sicilia? Il prezzo dello scambio immorale. Rossi, Articolo1 e Campo progressista: un dibattito che “stanca e logora”. Martedì si tirano le somme. Campo progressista di fatto fuori dai sondaggi

C’è un proverbio toscano che dice “Arlecchino scherzando si confessa”. Sembra scritto apposta per Angelino Alfano. Non è che vogliamo paragonare il ministro degli Esteri ad una delle maschere più note al mondo che non gradirebbe e, siamo certi, se potesse si risentirebbe. Il leader di Ap, un movimento se così si può dire che

La politica della confusione, politichese a buon mercato. Le incertezze di Pisapia, il suo “non sapere” sulla squallida vicenda siciliana. Il bisogno a sinistra di una nuova cultura costruita dal basso. Sarebbe utile una rilettura di Gramsci

Chiediamo scusa ai nostri cinque o dieci, speriamo, lettori se li disturbiamo ancora parlando delle prossime elezioni siciliane, di quelle politiche che non si sa ancora quando avverranno, c’è chi parla subito dopo l’approvazione della legge di Bilancio a chiusura della legislatura, stando ai desiderata del capogruppo Pd alla Camera, Rosato. Parlando di elezioni nell’Isola

Corsera e Repubblica: Elezioni? Sì ma con un solo candidato, così vince di sicuro. Indovinate chi deve essere? Gli scriba ignorano la parola pluralismo,garanzia di democrazia. Sotto tiro Articolo 1-Mdp

Si prova un senso di disgusto, ma anche preoccupazione a leggere interviste o articoli, editoriali, che nascono non per informare il lettore, certo dicendo anche la tua, con il solo scopo di colpire l’intervistato con domande che dovrebbero essere insidiose, come si usa nel campo del buon giornalismo, invece sono attacchi sconsiderati, ingiuriosi nei confronti

Pisapia sceglie Alfano ma i pisapiani non gradiscono. Invitano Fava e Micari al dialogo per una piattaforma unitaria “non inquinata da ambiguità”. Il leader di Campo progressista minaccia rotture con Articolo1 poi incontra Speranza e ci ripensa. Ma il cammino di “Insieme” è sempre più difficile

Giuliano Pisapia ex sindaco di Milano, leader di Campo progressista, indicato come futuro capo di “Insieme”, la compagine costituita con Articolo1-Mdp, torna dalle vacanze, riunisce i suoi  e decide che invece di proseguire il cammino guardando a sinistra, in Sicilia volge lo sguardo a destra, di fatto ad Angelino Alfano facendo propria la candidatura a